COLTIVAZIONE DI LUMACHE

AZIENDA FONDATA NEL 2007

PIANA DI MONTE VERNA

CASERTA

ELICICOLTURA

Questo bollino indica la massima certificazione e garanzia di Chiocciole Helix provienienti da allevamenti a ciclo biologico all'aperto Italiani

 

FILIERA LUMACHE ITALIANE

MARCHIO DI QUALITA'

PROSPETTIVE PER L'ELICICOLTURA

Nel Terzo Incontro di Elicicoltura per il Centro Sud Italia si è parlato molto della “bava delle chiocciole Helix”.

 

Fino a qualche tempo fa era argomento quasi estemporaneo, affrontato in maniera curiosa più che in modo tecnico - economico. L’interesse per l’alto valore biologico e paramedico della bava, collegato alla diffusione commerciale, anche nel nostro paese, delle creme di bellezza con alla base i contenuti principali del muco di Helix, portano a pensare che questo settore avrà un futuro importante, in certi casi anche fortemente incentivante l’elicicoltura stessa.

 

Se le situazioni andranno verso un credibile sviluppo è ipotizzabile una doppia redditività da allevamento: l’incasso per la vendita del prodotto finito per la gastronomia e lo sfruttamento della bava, raccolta periodica dal bestiame allevato, rimesso nei tempi giusti, nuovamente all’interno dei recinti.

 

Saranno necessari accorgimenti sulla fase di irrigazione dell’impianto e naturalmente l’affinamento sulla raccolta del muco, in maniera di sfruttare più volte nell’arco dell’anno le chiocciole che saranno a fine ciclo vendute.

 

TECNOLOGIE PER L’ESTRAZIONE DI BAVA DI HELIX

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Analisi chimiche qualitative e quantitative effettuate nel secolo scorso, hanno evidenziato le molteplici proprietà presenti all’interno del muco di Helix Aspersa Muller e che probabilmente erano i mucopolisaccaridi presenti in esso, a permettere la rigenerazione dei tessuti da ferite ed escoriazioni.

 

Opportunamente lavorata in laboratorio, in modo da poter ottenere un prodotto finito e completo con l’aggiunta di altri componenti chimici, la bava pura di chiocciola ha però dimostrato di avere proprietà rigenerative ed antiossidanti, nutrendo i tessuti della pelle umana migliorandone tono ed elasticità.

 

Oltre ai mucopolisaccaridi, il secreto è composto da allantoina , acido glicolico, collagene, elastina, proteine, vitamine.

 

L’insieme di questi elementi chimici, hanno una naturale funzione esfoliante, che riduce gli inestetismi della pelle umana, quali:

 

 

ACNE - SMAGLIATURE - MACCHIE CUTANEE - CICATRICI - RUGHE - SCOTTATURE

 

 

Numerosi studi, hanno dimostrato scientificamente che dopo 60 giorni di trattamento su pazienti con patologie di natura dermatologica, l’utilizzo di creme a base di secreto di chiocciola ha indotto una considerevole diminuzione delle discromie cutanee e delle cicatrici.

 

Un ulteriore utilizzo del muco di chiocciola in campo farmaceutico è quello della produzione di sciroppi utili a combattere patologie legate all’apparato respiratorio che gastrico.

 

Gli sciroppi hanno elevate proprietà batteriostatiche peculiari ricavate da complessi processi di sterilizzazione e selezione che permettono di lenire le affezioni, precedentemente elencate. A questi sciroppi viene aggiunto fruttosio in modo tale da migliorarne il gusto ed il sapore.

 

Per concludere questa descrizione sull’utilizzo oggettivo del secreto di lumaca, delle sue proprietà e peculiarità, si può tranquillamente affermare che questo prodotto naturale é veramente efficace, e che quindi il suo impiego nell’ambito della cosmesi e della farmacopea assume un ruolo importante, supportato dai commenti positivi fatti dai consumatori finali nei vari Forum, Social Network e quant'altro.

 

Parco Coclè, con la collaborazione di Enti di Ricerca e Aziende specializzate nella progettazione e creazione di macchinari per la trasformazione di prodotti, ha creato e sta brevettando  alcuni prototipi di macchinari atti all'estrazione della bava. Attraverso il sistema stesso studiato e utile all’estrazione del muco puro di chiocciola, si ottiene come risultato finale un prodotto con caratteristiche chimiche ed organolettiche molto alte, che rispecchiano gli standard richiesti dai laboratori farmaceutici e cosmetici.

 

Tutte le info in merito è possibile reperirle alle giornate informative presso le sedi di Parco Coclè

Le chiocciole vengono inserite nelle "campane" e fatto avviare il processo della durata di circa un'ora
Attraverso l'ozonizzazione le chiocciole vengono stimolate da questo flusso vaporoso a base di ozono, portandole a sbavare con piacere
in un'ora di trattamento le chiocciole emettono una notevole quantità di bava, da permettere così la raccolta della stessa in poco tempo

IL MERCATO DELLE CHIOCCIOLE

Il mercato delle chiocciole da gastronomia del genere Helix, che sono le chiocciole di origine europea e sono a taglia medio/piccola, ha subìto negli ultimi 20 anni profonde ed ampie trasformazioni, nei quantitativi, nelle linee commerciali e nelle quotazioni.

 

Erano gli anni ’70 quando in gran parte dell’Europa occidentale, Italia compresa, venivano emanate delle leggi che regolamentavano, ma in pratica proibivano la raccolta naturale del mollusco Helix.

 

 

Proprio in quegli anni nasceva l’elicicoltura, l’allevamento a ciclo biologico completo per sopperire, attraverso una produzione gestita e controllata, la diminuzione e la mancanza del prodotto, prima reperito in natura. Negli anni ’70, inoltre, si assisteva ad un altro importante fenomeno: la crescita costante, ogni anno, dei consumi e dell’utilizzo, nell’alimentazione, di questo straordinario mollusco di terra.

 

In pochi anni, infatti, a livello italiano, l’incremento portava alla quantità di 20.000 tonnellate (del 1980) di vendita, mentre nel mondo, in particolare quello a cultura occidentale, si segnalava un forte aumento dei consumi, in ragione dell’ingresso delle chiocciole nel mondo della trasformazione industriale e delle conserve. All’inizio degli anni 2000 il totale delle chiocciole commercializzate, tra vive – fresche e conservate, si attestava sulle 320.000 tonnellate all’anno nel mondo intero.

 

Il reperimento del prodotto si spostava dall’area dell’Europa dell’ovest alla raccolta intensa, organizzata e in certi casi incentivata in tutti i paesi del cosiddetto est/europeo, dalla Polonia alla Bulgaria, che in quegli anni cercavano di introitare moneta pesante europea, per aiutare la loro fragile economia.

 

La quantità globale dei consumi è arrivata a toccare, all’inizio del nuovo secolo, la quota di 420.000 tonnellate per quasi il 50% acquistato dalle industrie di trasformazione francesi, che con i loro stabilimenti in Turchia e soprattutto nell’Africa del Nord, esportano in tutto il mondo conserve di chiocciole con il famoso nome, conosciuto ovunque, di “escargot”.

 

Il business mondiale delle chiocciole in questi ultimi 2 anni, riferendoci alle piazze all’ingrosso, ha toccato e superato i 10 miliardi di Euro.

 

In Italia nel 2014, nonostante la forte crisi economica che stiamo vivendo, abbiamo superato le 38.000 tonnellate di consumo, con un aumento sull'anno precedente del 2% circa.

 

Nel nostro paese le importazioni di lumache vive e conservate dai paesi raccoglitori hanno toccato ancora nel 2010 i 225.000 quintali, circa il 65% del totale. Il valore globale dell’intera filiera (produzione in allevamento, importazione, lavorazione industriale e consumo gastronomico) si è aggirato sugli oltre 210 milioni di Euro.

 

I prezzi internazionali del prodotto esportato da questi paesi in gran parte vivo e parte, con il trascorrere del tempo, già semilavorato, erano legati ai bassi costi operativi delle popolazioni che gestivano il reperimento del prodotto naturale. Le quotazioni sono cambiate e sono aumentate quando agli inizi degli anni ’90 le rivoluzioni, seguite alla caduta del muro di Berlino, hanno modificato il quadro politico e hanno portato questi paesi all’avvicinarsi all’area economica della Comunità Europea e ad aumentare i prezzi

 

Contestualmente alla crescita dei consumi, è cresciuto molto anche l’interesse per la produzione in allevamento, che piano piano ha saputo costruirsi, attraverso lo studio di tecniche sempre più aggiornate, uno spazio nel mercato, caratterizzato da prodotto – è vero – più caro, ma con qualità e caratteristiche senza dubbio superiori al prodotto raccolto in natura.

 

Le differenze tra il naturale e l’allevato sono sostanzialmente quattro: la prima la tenerezza delle carni, in quanto la crescita del mollusco è molto più veloce; la seconda è la qualità degli alimenti utilizzati che sanno insaporire meglio il muscolo edibile; la terza l’omogeneità della pezzatura e la quarta, non ultima questione, la possibilità di avere a disposizione, con l’allevamento, il prodotto disponibile tutto l'anno.

 

I segmenti di crescita veloce dei consumi e nelle importazioni, con il relativo più lento accrescimento nei quantitativi di produzione,chiaramente definiscono la buona e concreta possibilità commerciale che l’allevamento intensivo ha davanti a sè.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo quadro generale si introduce la situazione italiana e mondiale dell’elicicoltura.

 

L’allevamento a ciclo biologico, nato per sostituire la raccolta naturale non ha ancora raggiunto la sua finalità originale, cioè sostituire integralmente la raccolta in natura

 

La produzione che deriva da questa coltivazione copre, per il momento, solo una parte minima dell’intera filiera dei consumi.

 

Nel 2015 si calcola infatti che, in totale, dall’allevamento sia venuto, a livello mondiale, soltanto il 20% del totale venduto.

 

Le 9.000 tonnellate mondiali di prodotto del 2015, di cui buona parte provenienti da impianti italiani, se pur considerevoli, sono minima cosa  in confronto al totale dei quantitativi trattati e alla percentuale di incremento annuale dei consumi.

 

Si è in sostanza agli inizi dell’elicicoltura e ben grandi ed estesi sono gli spazi di espansione di questa produzione e di questo mercato.

 

Gli operatori che da anni sono nel campo non devono quindi allarmarsi del recente espandersi degli interessi per l’allevamento elicicolo soprattutto nei paesi ad economia più debole e con costi produttivi più bassi.

 

Due Chiocciole, ad oggi adottate in allevamento. La Pomatia, decisamente grande, ha mercato in alcune regioni d'Italia ancora oggi.

 

Notizie Generali

La crisi economica non tocca il settore dell’elicicoltura

Interessanti e incoraggianti i dati del mercato 2013

 

 

Da pochi giorni sono disponibili i dati definitivi del mercato italiano delle chiocciole nel 2013. Sono dati interessanti e imprevisti, tenuto conto della situazione di profonda crisi economica che il nostro paese e non solo il nostro hanno vissuto nell’anno appena trascorso.

 

Con sorpresa infatti dobbiamo verificare:

1.Il movimento di vendita registrato in Italia nel 2011 ha un valore globale di 389.000 quintali, con una percentuale di +1,8% sul 2012, per un quantitativo vicino alle 700 tonnellate in più.

 

2.Il valore globale del fatturato maturato alla produzione, vendita e utilizzazione è considerato su 97 milioni di Euro. Il dato va integrato dal valore aggiunto dell’utilizzo gastronomico da parte della ristorazione e della distribuzione, valutato in almeno il doppio del dato prima indicato.

 

3.Un segnale molto forte del 2013, che è indicazione ad esclusivo vantaggio della produzione primaria, è l’alta percentuale di vendita, ulteriormente accresciuta per il prodotto “Lumache Vive”. Questo segmento ha segnato, sul totale dei consumi, quasi un 5% in più a discapito del prodotto lavorato e conservato, arrivando al 76,5% per il vivo, il 17,2% per il surgelato, relegando il conservato al 6,3%. Nello specifico c’è stato un 3,8% in meno di vendita di lumache conservate in scatola e un 1,2% in meno per il surgelato. Quest’ultimo dato, in controtendenza sugli anni precedenti, rileva un forte cambiamento a favore dell’elicicoltura naturale: sempre più consumatori hanno scelto di acquistare e utilizzare lumache al naturale, vive, occupandosi in diretta, in famiglia e anche nella ristorazione della cucina e della loro preparazione. Gli allevatori sono diventati quindi sempre più forti, superando l’industria conserviera e soprattutto migliorando qualitativamente il prodotto consumato. Questa tendenza diminuisce la depressione dei prezzi per gli acquisti da parte dell’industria, a favore esclusivamente degli allevatori che possono vendere, senza alcun tipo di trattamento il loro prodotto all’utilizzatore, ottenendo di conseguenza prezzi più elevati.

 

4.Altro rilevamento che sorprende positivamente è il prezzo di vendita nell’intera annata. Non curante della crisi, lo stesso ha registrato infatti, in generale, un interessante aumento nell’ordine del 4,2% in media sulle varie specie. Ancora una volta la specie più apprezzata e più pregiata è stata l’Helix Aspersa nelle sue numerose razze e varietà. Per le specie allevate l’aumento di vendita è stato del 3% circa, (Helix Aspersa), per l’Helix Pomatia d’importazione un ulteriore calo del 5% e un incremento del 2% in media le altre specie importate (Theba Pisana, Rigatella, Aperta).

 

5.Le importazioni, nonostante la crescita dei consumi nel 2013 sono diminuite del 4,5%, in quanto la produzione interna è salita di oltre 4.000 quintali.

 

6.L’importazione del 2013 è stata di 256.500 quintali in totale. Principali paesi esportatori in ordine di quantità: Tunisia, Marocco, Grecia, Croazia, Algeria, Serbia e Turchia.

 

Dal 2015 Piana di Monte Verna è parte del Circuito delle Città delle Lumache

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