CENTRO DI

fondato nel 2007

PIANA DI MONTE VERNA (CASERTA)

ELICICOLTURA

 

FILIERA

LUMACHE

ITALIANE

MARCHIO DI QUALITÀ

Pagina NEWS

Introduzione

L'importanza della Lentezza

Giovanni Romano

 

Questo sito web, così come tutta la storia che abbraccia il Centro di Elicicoltura Coclè, nel 2017 ha festeggiato il suo decennale nel rispetto di una buona, saggia e completa informazione.

 

L'intero Centro Coclè deve il suo sviluppo anche al dott. Avagnina - Fondatore e papà dell'Elicicoltura nazionale ed estera - oggi Presidente Onorario della Confederazione C.I.E.

 

Avagnina ha guidato le sue realtà per molti decenni, spinto su ogni lido e approdando negli ultimi anni anche nel non facile mondo di internet, dove le notizie corrono veloci, il mondo dell'informazione vive continui stravolgimenti e ognuno, anche chi ha meno strumenti, può mettersi a dire la sua a furia di Post, notizie, video e ogni sorta di conoscenza più o meno stimabile.

 

In tutti questi anni non abbiamo mai sentito la necessità di dover controbattere quanto in giro viene detto anche da chi, molto spesso, è un quasi neofita del settore con tanti strumenti di marketing per la vendita di nuovi allevamenti, lumache e quant'altro.

 

L'Elicicoltura è un'attività che seguiamo con impegno, vi dedichiamo molta cura, dedizione e, ogni qualvolta teniamo o facciamo parte di convegni e manifestazioni, siamo sempre visibilmente emozionati ed orgogliosi di cosa rappresentiamo.

 

Il ritorno di Avagnina, nel 2017, come Presidente Onorario della C.I.E., ha permesso di accrescere quanto costruito a livello Nazionale. Grazie a lui è stato realizzato e pubblicato un giornale con tutte le tematiche importanti dell'Elicicoltura a ciclo Naturale.

 

Avagnina ha introdotto il nuovo libro Manuale di Elicicoltura e, molto importante, ha avviato  gli uffici per la delegazione Nord Italia della Confederazione Italiana Elicicoltori, unitamente al Centro di Elicicoltura - a Cherasco, nella sua terra, dove lui, oltre 40'anni fa, ha forgiato tutto.

 

Ad ogni modo, abbiamo creduto che ciò non fosse comunque  sufficiente a dare quelle informazioni e indicazioni cautelative alle quali tanto teniamo.

 

Ecco perchè qualche settimana fa abbiamo aggiunto questa pagina sul sito www.cocle.it e su www.elicicolturacie.it (che sono i rispettivi portali del Centro di Elicicoltura Coclè e della Confederazione Italiana Elicicoltori).

 

In questa pagina potranno essere lette riflessioni e appunti, scritti di pugno nostro.  Ci auguriamo che si potranno meglio comprendere i cardini di questa attività, cosa sarebbe più opportuno evitare e cosa, eventualmente, prendere in maggior considerazione - in valutazione di quella che è un'esperienza pluridecennale creata e vissuta da coloro i quali, ripetiamo, leggerete qui.

 

Il progresso, anche nell'Elicicoltura, è molto importante. Il Centro di Elicicoltura Coclè e la Confederazione Italiana Elicicoltori sanno che le innovazioni e le evoluzioni in questo settore sono il frutto delle tante esperienze (spesso anche negative), che quotidianamente colgono i tanti allevatori. Per questo cerchiamo di mantenere un collegamento snello e facile con gli stessi, in modo che possano contattarci facilmente, spiegarci le loro difficoltà o eventuali anomalie, aspetti che ancora oggi, in un'attività giovane come questa, sono all'ordine del giorno.

 

Vi auguriamo una buona lettura

Professionalità in Elicicoltura

Giovanni Avagnina

 

Dopo tanti anni ( oltre 40 ) di esperienza vissuti nel settore dell’elicicoltura, nel mercato dei suoi prodotti e nella organizzazione dell’intera filiera in Italia e in numerosi paesi esteri, mi stupisce molto il disordine e la confusione che nel campo si sono venuti a creare, negli ultimi due anni. Una situazione quasi imbarazzante nel verificare come il concetto di qualità del prodotto e la serietà operativa e commerciale siano sempre più lontani da strade lineari, limpide e chiare.

 

Per determinare la qualità e l’eccellenza di un prodotto agroalimentare è indispensabile rispettare e far conoscere al consumatore l’intera filiera di produzione, i luoghi, i metodi utilizzati e il tipo di alimentazione a cui i soggetti presentati al mercato sono stati sottoposti. Nel caso delle lumache di allevamento questi fattori sono importanti e fondamentali per sviluppare un mercato che esiste e può avere grandi potenzialità, ma che è spesso insidiato dalla presenza di lumache senza certificazioni e provenienti dalla raccolta naturale in paesi africani o extraeuropei.

Come per tutti i prodotti agricoli, anche per la produzione delle Helix l’operatore deve seguire regole riguardo le condizioni ambientali, le condizioni igienico – sanitarie di gestione degli impianti e le indicazioni di produzione. Nonostante sia stato validato dal Ministero della Salute  ( 2016 ) il Manuale di corretta prassi operativa in elicicoltura troppi sono ancora, e sono in aumento, gli allevatori o che tali si definiscono, che non seguono queste regole ufficiali, non sono stati certificati da organismi di categoria e, operando in piena superficialità, provocano grave danno al sapiente e lungo lavoro di tanti elicicoltori che invece hanno fatto delle scelte per la qualità, il loro scopo e la loro linea lavorativa.

Aiuta questa pericolosa situazione la rete Web, che mette nello stesso calderone informativo tutte le notizie e le promozioni in arrivo sulle lumache Helix senza un filtro, un controllo e una verifica seria delle notizie. Questo fatto si ripercuote sulle quotazioni e sui prezzi delle lumache nel mercato, a scapito degli allevatori veri a vantaggio esclusivo dei commercianti – importatori, che si preoccupano soltanto del prezzo e delle quantità. Soltanto le produzioni in allevamento naturale, effettuato in impianti seguiti e certificati da Confederazione Italiana  Elicicoltori, possono usufruire del marchio di qualità FILIERA LUMACHE ITALIANE - e questa indicazione sulle confezioni è l’unico strumento per poter distinguere lumache con caratteristiche di qualità, allevate secondo regole e professionalità, da lumache di cui non conosciamo invece la provenienza, l’età e su quali pascoli hanno passato la loro vita, con evidenti possibilità di inquinamento e condizioni igieniche precarie, vista la scarsità dei controlli in quei paesi.

Non possiamo assistere a questa situazione senza intervenire, e chiediamo a chi si occupa di lumache di frenare questa corsa irresponsabile alla pubblicità poco chiara, con proposte di quotazioni sempre più basse di prodotto non allevato, ma acquistato dall’importazione e passato per proprio.

 

Aprile 2018

 

Chiediamo a chi vuole occuparsi seriamente di elicicoltura di allontanarsi dalla strada del pressapochismo, del molto e apparentemente facile e dell’abbassamento degli stand qualitativi . Non è conveniente per nessuno e in particolare per la nostra categoria fare da soli, non essere collegati a organizzazioni professionali che sono nate proprio per aiutare, assistere tecnicamente, tutelare chi fa questo mestiere.

il Presidente Onorario della Confederazione Italiana Elicicoltori: Giovanni Avagnina

in Foto - Giovanni Avagnina

 

L’avere quasi la superbia di conoscere già tutto senza mai aver fatto esperienza corretta e reale, porta all’aumento dei fallimenti nell’allevamento, conduce verso situazioni di grave incertezza operativa, con il solo risultato di non regalare ai consumatori l’eccellenza e la particolarità che aspettano dal prodotto “ lumaca”.

Delusione di chi produce a causa degli errori e superficialità che compie e delusione soprattutto nel mondo dell’alimentare e della cucina per non aver sfruttato a pieno le potenzialità, che questo mollusco può offrire a chi la gusta, la cerca e la immagina.

Tutti concordano che la lumaca è un prodotto di nicchia e di élite alimentare; gli allevatori devono essere accorti verso questa direzione,  devono lavorare per mantenere questa posizione, posizione che determina prezzi più sostenuti, aumentando le concrete capacità attrattive e migliorando i bilanci aziendali.

Ritornare ad una elicicoltura storica, tradizionale ed anche esclusiva, è l’unica strada giusta da seguire, stando uniti, consapevoli e anche orgogliosi di essere confederati nel seguire regole puntuali, precise e giuste.

Tutti i grandi prodotti alimentari (vini, formaggi, frutti) ottengono l’eccellenza anche economica, soltanto se vengono alla luce con il percorso di filiere specifiche, anche se dure da seguire.

La Confederazione Italiana Elicicoltori, nata a tutela degli elicicoltori professionali, opera nelle due sedi, con questo scopo principale: “migliorare l’elicicoltura”, sotto tutti gli aspetti - economici ed etici, per un sicuro sviluppo.

 

Giovanni  Avagnina

Corsi e Ricorsi Storici

Giovanni Romano

 

Negli ultimi anni si sta assistendo alla nascita di metodi votati a soluzioni "alternative", di autoproclamatori depositari dell'Elicicoltura giusta, proposti con meno della metà dell'impegno necessario e con il doppio dei risultati...peccato che queste "grandi idee" siano già state dimostrate come fallimentari 30'anni fa.

 

Quando il Centro di Elicicoltura Coclè è nato, nel 2006 - oltre dodici anni fa - a parlare di lumache erano in pochissimi e chi lo faceva era ben attento a cosa enunciava, perchè il tutto doveva essere a tutela di un settore elitario e che volutamente si voleva preservare.  Gli stessi professori universitari e accademici a vario titolo, erano interessati ad un discorso meramente scientifico, trasmettendo di sovente qualche comunicato sulle pochissime, ma conosciute, riviste di settore, lasciando il progresso dell'allevamento, quindi della produzione delle lumache, agli addetti ai lavori.

 

La stessa gastronomia si fondava sul mantenimento di una classe, una scelta di consumatori attenti e responsabili. Il concetto era semplice: la lumaca è un piatto del popolo ed è questa la sua base di consumatori, ma in una chiave molto più vivace e dinamica del passato, in cui il cliente conosce l'origine del prodotto, sa cosa sta mangiando e che rispetto e trattamento il mollusco riceve in un allevamento naturale e biologico.

 

Nello stesso periodo si stava vivendo l'esplosione di internet, dei social e quant'altro, facilmente fruibili sui primi smartphone dell'epoca.  Molti allevatori nati proprio a "inizio secolo" hanno scelto di votarsi a questo tipo di attività perchè troppo stanchi, spesso infastiditi e annoiati da tutto ciò, o da un lavoro che rendeva la propria vita alienata, quindi da innovare, o da quelle stantie situazioni che la crisi, all'ora agli inizi, stava portando.

 

E la storia ce lo insegna; a determinate cadenze si tenta sempre di tornare alle origini, quindi anche alla terra; non vi è evoluzione che tenga, tecnologia o quant'altro votato a far cambiare lo stile di vita della gente. Spesso quel che si cerca è proprio un contatto con la semplicità, che solo Madre Natura riesce a darci.

 

Doverosa questa premessa perchè se è vero che in questo ultimo decennio il ritorno alla terra è stato massiccio (vedasi la moltitudine di programmi televisivi, nonchè i canali di internet et simila che parlano continuamente di aziende bio, ecosostenibilità e agricoltura 2 - 3 e 4.0), è anche vero che di pari passo sono andati diffondendosi quelli che noi chiamiamo il marketing  e le aziende "a basso costo".

 

Nell'ambito dell'Elicicoltura parliamo di aziende nate da si e no 3 o 4 anni, reputandosi veterane del settore e spesso, per darsi un tono che induca credibilità, conclamano anche esperienza pluridecennale. A questo è sempre accompagnato il massiccio supporto di Internet, dei social, e delle condivisioni che questo comporta. Se una volta era necessario che l'azienda avesse una certa ossatura per reggere il peso del marketing, stimato in cifre importanti nel proprio bilancio (dovendo partecipare alle poche fiere del settore e stare sulle riviste specializzate, anche queste molte meno di quante ve ne siano in giro oggi),  adesso con poche migliaia di euro si è nella prima pagina dei motori di ricerca, si hanno siti dalla grafica estremamente accattivante e si possono sviluppare campagne mediatiche sui social. Non che prima non vi fossero imbonitori e figure che millantavano la loro competenza in un determinato settore (sono sempre esistiti), ma era un discorso molto più localizzato e meno gravoso.

 

Oggi, molte di queste "aziende" si fermano al bel sito e ai post che giornalmente generano sul web, rimanendo meramente virtuali e se, magari si cerca la sede "reale", fisica, di questa ditta  - si scopre che non esiste e che lavorano esclusivamente sul web. Altrettanto spesso ci si imbatte in ex allevatori che, nemmeno al primo anno di attività, scoprono l'impegno che la stessa comporta per produrre, per cui decidono di sposare la formazione (spesso proponendola a pagamento), di insegnare ad altri qualcosa che probabilmente loro in primis ancora non hanno ottenuto nella loro azienda e, nel caso specifico dell'elicicoltura, espongono la materia con argomenti molto opinabili, vendono prodotti di dubbia provenienza, vendono allevamenti "chiavi in mano" - promettendo risultati e ritorni importanti di lì a poco.

 

Noi reputiamo internet uno strumento straordinario, in grado di raggiungere, ad oggi, ogni angolo del mondo - molte aziende sono cresciute in maniera esponenziale grazie all'oculato utilizzo di questo mezzo, offrendo nuovo lavoro e migliorando la propria immagine e posizione.

 

Proprio per questo, proprio perchè Internet è un mezzo ormai divenuto indispensabile nella nostra vita, chi ne fa uso per diffondere notizie, ha un'enorme responsabilità.

 

Da anni il Centro di Elicicoltura Coclè e la Confederazione Italiana Elicicoltori si trovano a seguire persone che vengono da un problema enorme, data da quella che il dr. Avagnina ha definito la "Grande Confusione" come titolo a uno degli articoli di questa pagina.

 

Tante informazioni, notizie in totale contrapposizione non solo al metodo naturale (esistente in italia da oltre 40'anni), ma anche alla stessa biologia del mollusco quale è la lumaca.

 

Queste persone che giungono nelle nostre sedi sono molto spesso adirate ed estremamente in collera con cosa stanno vivendo e in chi si sono imbattuti.

 

Questa moda generale, da tanti promotori definita come la vera elicicoltura, quella che ti fa faticare meno e che ti porta il doppio della produzione annua - già nel primo anno - sta mietendo vittime a iosa. Intere distese a unica coltivazione annuale, dove vi è una massiccia integrazione di prodotti a base di farine, dove vengono immesse lumache a quintali, spesso di importazione e tenute mesi in frigorifero, senza controllo e senza alcuna conoscenza della loro età.

 

 

 

 

 

 

Nel giro di pochi mesi le intere coltivazioni, in questi habitat si riempiono di bava, di escrementi e di piante graminacee infestanti; vi è la più totale impossibilità di controllo della situazione, perchè le stesse lumache, senza un minimo di settorializzazione, vanno dove vogliono e, categoricamente, finiscono sugli angoli della recinzione, (spesso molto improvvisata), causandone ulteriormente la morte.

 

Se nella zootecnia, dove abbiamo vacche, maiali, galline, pecore ecc, creiamo stalle, steccati, box per ogni singolo capo di bestiame, al fine di meglio controllare il tutto, come possiamo non farlo con le lumache?

 

A questa conclusione vi si è giunti negli anni '80 dopo che, sulla base di un'elicicoltura nata da poco più di un decennio, si sapeva ancora molto poco e si era propensi ad ogni forma sperimentale, per meglio capire con quale, dei metodi ideati all'epoca, la lumaca vivesse meglio, proliferando e pascolando in tempi ragionevoli, quindi utili per l'economia stessa dell'allevatore.

 

Quando si scoprì, nel giro di una stagione, che le lumache lasciate in un campo senza settori, con unico pascolo annuale, finivano per andarsene in poche settimane tutte sui lati dei recinti (con conseguente mortalità enorme delle stesse), si è giunti alla naturale conclusione che l'unico sistema in grado di sposare le esigenze del nostro piccolo animaletto e dell'allevatore,  fosse quello di suddividere l'intera area in settori, in modo da garantire il controllo dell'allevatore su ognuno di questi e, per le lumache, la certezza di avere vegetali sempre freschi da consumare e spazi  sempre nuovi nei quali poter crescere, riprodursi e svilupparsi.

 

Per cui risulta piuttosto esilarante, da un certo punto di vista, vedere questi ricorsi storici  con soluzioni le quali, si è già dimostrato in passato, risultano fallimentari ed assolutamente controproducenti.

 

C'è chi "insegna" a nuovi elicicoltori metodi di produzione che portano a questi risultati:

Aprile 2018

foto del 2018 - strutture con meno di un anno di vita

 

Occorre fare molta attenzione. L'allevamento di lumache ha un equilibrio estremamente delicato e solo continui accorgimenti, perfezionamenti e minuzie portano a quei risultati che in tanti contemplano e non tutti raggiungono.

 

Giovanni Romano

La Grande Confusione

Giovanni Avagnina

 

Mai come in questi ultimi mesi si registra sulla rete un gran parlare e dissertare di elicicoltura, di nuovi e sorprendenti metodi di allevamento delle lumache di terra, nuove e sempre più eclatanti pubblicità per un settore di produzione agricola che, se pur interessante e con buone prospettive, rimane e deve rimanere nelle nicchia che compete ad un alimento di qualità, che non può stravolgere la gastronomia e la cucina di un popolo.

Ogni giorno, quasi con stupore, si leggono su numerosissimi siti e sui tanti social in voga, nuove comunicazioni sui facili guadagni che si ottengono dalla produzione di questi molluschi, sulle sorprendenti prospettive che gli operatori possono avere dal prodotto e dai derivati dello stesso. Quasi non se ne può più degli straordinari decantati vantaggi della bava di lumaca e sugli effetti della stessa a dir poco miracolosi nei confronti della cute di donne, uomini e ora perfino dei cavalli e altri animali.

Pare, leggendo tutte queste meraviglie, che questo dell’elicicoltura sia un miracolo italiano, in grado di far crescere il PIL del paese e di risolvere i gravi problemi dell’agricoltura.

Io, che l’elicicoltura a ciclo naturale l’ho iniziata con le prime prove, nel lontano 1973, vivendo le lunghe esperienze dell’allora Centro di Elicicoltura di Cherasco, in questi 45 anni ininterrotti di attività, non sono riuscito a cogliere tanta facilità e tanto stupore di risultati. Non ne sono stato capace certamente, a confronto dei tanti attuali specialisti esperti ed innovatori, che si proclamano in ogni luogo “Fautori della nuova Elicicoltura”.

C’è chi attualmente, con uno o due anni di esperienza nel settore, costituisce consorzi a tutela di produttori inesistenti, chi in pochi mesi parla di rivoluzionarie metodologie di allevamento molto suggestive, senza però mai aver provato, quindi portato a conclusione almeno un ciclo.

A centinaia, con l’allevamento non ancora ultimato nei vari cicli, vendono a pagamento consulenze, corsi teorico-pratici, progettazioni di impianti, giornate informative nell’unico intento di fornire ai troppi sprovveduti e inconsapevoli lettori materiali, attrezzature, macchine per estrarre bava, lumache e mille altre cose.

Tutto ciò come se il mollusco Helix fosse una tecnologia innovativa, digitale, una struttura o macchina industriale in grado di produrre grandi pesi vendibili, poichè si è costruito un allevamento.

Ma la nostra piccola lumaca è un essere vivente, con la propria biologia, non determinata dagli esperti, più o meno moderni, o dagli investimenti economici attuati. Biologia vuol dire anatomia e fisiologia che non si sono modificati nei millenni della storia del mollusco e che, con tutta la buona volontà e anche capacità dei nuovi promotori dell’attività, non possono modificarsi in pochi anni per raggiungere traguardi di produzione e di attività, che fino ad ora nessuno è riuscito invero ad ottenere.

Sono migliaia gli allevatori italiani ed esteri del mollusco che, al tempo in cui non esisteva internet, per decine di anni hanno lavorato sodo e in silenzio, hanno studiato i cicli di vita, hanno trovato le migliori soluzioni alimentari, hanno fatto crescere le possibilità e le modifiche per migliorare il reddito dell’allevamento elicicolo.

In questo istante penso a tutta questa gente che si è adeguata alle regole e ai tempi dell’agricoltura, spesso sacrificando capitali e soprattutto speranze; gente seria che non ha voluto vendere fumo invogliando gli altri a diventare a tutti i costi elicicoltori, ma hanno operato per il proprio impianto.

L’attività è cresciuta lo stesso, pur senza tanto rumore, ha ottenuto i riconoscimenti ufficiali e veridicità dell’argomento, ha quintuplicato i consumi in Italia, ha rafforzato i prezzi, consolidando i vecchi mercati, aprendone di nuovi ogni anno più interessanti.

La cosa che non riesco ad accettare è l’attuale insistenza promozionale per far nascere allevamenti a tutti i costi ovunque; il tutto quasi simile alle deleterie campagne promozionali telefoniche o di call center dei vari prodotti (pentole, materassi, abbonamenti e contratti per gas, luce, energia o altro).

In base alla lunga storia vissuta, il mio pensiero è che sarebbe più giusto frenare e dare un taglio a questa sequenza continua di filmati, annunci di strisciante spinta all’allevamento rivolti a troppe persone senza esperienze, lontane dei tempi, dalle gravi difficoltà e non sicurezze della coltivazione della terra e della produzione degli animali.

Febbraio 2018

Giustamente cinquanta anni fa abbiamo chiamato questa attività “elicicoltura” (coltivazione delle elici) e non allevamento di lumache, per l’assunto collegamento ai problemi e ai tempi della terra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in foto Giovanni Avagnina

Questi non sono animali superiori (maiali, bovini, polli...) che siamo riusciti, negli anni, a farli diventare vere macchine di produzione di carne, attraverso sistemi intensivi, alimenti concentrati con tanta chimica e cicli di produzione esasperati in cui il benessere del soggetto zootecnico non è messo certo al primo posto.

Per fortuna nostra e di tutti le lumache sono molluschi di terra, non possiedono la struttura biologica atta a piegarsi a questi metodi intensivi, a scapito della qualità: trovandosi in basso nella scala zoologica, le lumache hanno enormi difficoltà a modificare la propria struttura fisiologica per ritmi veloci imposti dall’uomo.

L’esempio più eclatante è il pessimo risultato della qualità della carne delle lumache che sono state alimentate esclusivamente con mangimi concentrati, metodi indicati in paesi del Nord Europa ad opera dei venditori di alimenti preparati per altri animali. Molluschi che, è vero, crescono in fretta, ma una volta cotti divengono un qualcosa di molliccio, acquoso e sciatto, ben lontano dalle fragranze di una lumaca cresciuta lentamente, con varietà di vegetali, tipica degli allevamenti che ora in tanti definiscono superati, vecchi e da rottamare.

Nessuno vuole fermare il progresso e la crescita, ma è giusto che quanti desiderano entrare in questo settore abbiano appieno la conoscenza delle reali possibilità ottenibili dall’elicicoltura: non sono sufficienti conti economici sulla carta e speranze di guadagno teorici. Queste persone devono mettere nel loro progetto tutte le prospettive possibili, ma devono tener conto anche delle problematiche che solo chi ha un'esperienza reale e lunga, non fittizzia e di pochi mesi di attività, può garantire al neofita, spesso pieno di entusiasmo, ma inconsapevole.

Nell’interesse di tutti, ma soprattutto degli elicicoltori stessi e del prodotto gastronomico di pregio quale è la lumaca Helix, fermiamoci a ragionare insieme e facciamo una scelta non dettata da entusiasmi indotti, ma da una piena consapevolezza del reale quadro produttivo e di investimento.

Ridimensioniamo anche l’attuale chimera dell’estrazione della bava, che potrà essere un reddito complementare all’elicicoltura, ma soltanto ed esclusivamente quando ogni produttore avrà a disposizione in numero adeguato i propri molluschi, non certo acquistandoli per produrre bava.

La lentezza della lumaca non è soltanto una tradizionale dicitura, è il segno forte con il quale l’operatore deve fare i conti ogni giorno per arrivare realmente ad ottenere il recupero degli investimenti finanziari attuati e il giusto, adeguato guadagno.

Esperti di Elicicoltura possono definirsi solo soggetti con anni e anni di studio e applicazione pratica

Centro di Elicicoltura Coclè Confederazione Italiana Elicicoltori Filiera Lumache Italiane

 

IL PRESIDENTE ONORARIO C.I.E.

 

INFORMAZIONE AGLI ELICICOLTORI

 

In merito alle recenti comunicazioni del Sig. Simone Sampò a nome dell'ANE a riguardo dei dirigenti e responsabili della nuova CONFEDERAZIONE  ITALIANA  ELICICOLTORI, si desidera chiarire:

le attività della C.I.E. non hanno alcuna intenzione di trarre in inganno il mondo degli operatori dell'elicicoltura, bensì l'organizzazione è nata ed opera per tutelare gli allevatori nel loro lavoro, offrendo senza costi aiuto, assistenza tecnica, consulenza, informazioni e promozione della produzione degli imprenditori elicicoli.

Giovanni Romano e Giovanni Avagnina hanno entrambi una solida, lunga e conosciuta esperienza nel campo, per aver, quarantanni fa, fatto nascere diretto e sostenuto fino al 2016, sia l'Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco sia l'Associazione Nazionale Elicicoltori. Dopo la grave malattia di Avagnina, chi ha preso in carico le due organizzazioni è l'unico responsabile della gestione attuale delle stesse, con le quali C.I.E. non intende interferire, né interagire, né criticare.

l'obiettivo principale e chiaro della C.I.E. è quello di lavorare per migliorare le reali conoscenze e attività dell'elicicoltura, rendendo il più possibile gli operatori consapevoli dell'attività stessa e orgogliosi del prodotto da ottenere in allevamenti compatibili con la natura e la redditività dell'impresa.

siamo molto lontani da polemiche o competizioni varie che poco aiutano il valore intrinseco della lumaca, il suo mercato e le prospettive correlate. La Fiera di Verona (31 gennaio-3 febbraio 2018), alla quale C.I.E. sarà presente con un suo stand, sarà l'occasione per presentare seriamente il nostro programma e il nostro modo di operare.

Quasi ringraziamo S.Sampò della pubblicità che con i suoi scritti sta attuando per la nostra organizzazione elicicola.

Giovanni Romano

 Presidente Confederazione Italiana Elicoltori

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