Questo bollino indica la massima certificazione e garanzia di Chiocciole Helix provienienti da allevamenti a ciclo biologico all'aperto Italiani

CENTRO DI ELICICOLTURA

AZIENDA FONDATA NEL 2007

PIANA DI MONTE VERNA

CASERTA

ELICICOLTURA

 

FILIERA

LUMACHE ITALIANE

MARCHIO DI QUALITÀ

 

INFORMAZIONE AGLI ELICICOLTORI

 

In merito alle recenti comunicazioni del Sig. Simone Sampò a nome dell'ANE a riguardo dei dirigenti e responsabili della nuova CONFEDERAZIONE  ITALIANA  ELICICOLTORI, si desidera chiarire:

le attività della C.I.E. non hanno alcuna intenzione di trarre in inganno il mondo degli operatori dell'elicicoltura, bensì l'organizzazione è nata ed opera per tutelare gli allevatori nel loro lavoro, offrendo senza costi aiuto, assistenza tecnica, consulenza, informazioni e promozione della produzione degli imprenditori elicicoli.

Giovanni Romano e Giovanni Avagnina hanno entrambi una solida, lunga e conosciuta esperienza nel campo, per aver, quarantanni fa, fatto nascere diretto e sostenuto fino al 2016, sia l'Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco sia l'Associazione Nazionale Elicicoltori. Dopo la grave malattia di Avagnina, chi ha preso in carico le due organizzazioni è l'unico responsabile della gestione attuale delle stesse, con le quali C.I.E. non intende interferire, né interagire, né criticare.

l'obiettivo principale e chiaro della C.I.E. è quello di lavorare per migliorare le reali conoscenze e attività dell'elicicoltura, rendendo il più possibile gli operatori consapevoli dell'attività stessa e orgogliosi del prodotto da ottenere in allevamenti compatibili con la natura e la redditività dell'impresa.

siamo molto lontani da polemiche o competizioni varie che poco aiutano il valore intrinseco della lumaca, il suo mercato e le prospettive correlate. La Fiera di Verona (31 gennaio-3 febbraio 2018), alla quale C.I.E. sarà presente con un suo stand, sarà l'occasione per presentare seriamente il nostro programma e il nostro modo di operare.

Quasi ringraziamo S.Sampò della pubblicità che con i suoi scritti sta attuando per la nostra organizzazione elicicola.

 

Giovanni Romano

 Presidente Confederazione Italiana Elicoltori

L'Importanza della Lentezza

Giovanni Romano

 

Questo sito web, così come tutta la storia che abbraccia il Centro di Elicicoltura Coclè, nel 2017 ha festeggiato il suo decennale nel rispetto di una buona, saggia e completa informazione.

 

L'intero Centro Coclè deve il suo sviluppo anche al dott. Avagnina - fondatore, a sua volta dell'Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco (CUNEO), nel 1973.

 

Avagnina ha guidato il suo Istituto per molti decenni, spinto su ogni lido e approdando negli ultimi anni anche nel non facile mondo di internet, dove le notizie corrono veloci, il mondo dell'informazione vive continui stravolgimenti e ognuno, anche chi ha meno strumenti, può mettersi a dire la sua a furia di Post, notizie, video e ogni sorta di conoscenza più o meno stimabile.

 

In tutti questi anni non abbiamo mai sentito la necessità di dover contrabbattere quanto in giro viene detto anche da chi, molto spesso, è un quasi neofita del settore con tanti strumenti di marketing per la vendita di nuovi allevamenti, chiocciole e quant'altro.

 

L'Elicicoltura è un'attività che a noi piace davvero tanto, vi dedichiamo molta cura, dedizione e, ogni qualvolta siamo ospiti di nostri allevatori ed enti pubblici o privati, con le loro iniziative, siamo sempre visibilmente emozionati ed orgogliosi di quanto fatto.

 

Il ritorno di Avagnina, nel 2017, ha permesso di accrescere quanto costruito a livello Nazionale. Grazie a lui è stato realizzato e pubblicato un giornale con tutte le tematiche importanti dell'Elicicoltura a ciclo Naturale. Avagnina ha introdotto il nuovo libro "Manuale di Elicicoltura" e, non ultimo, ha avviato l'ufficio per la delegazione Nord Italia della Confederazione Italiana Elicicoltori, unitamente al Centro di Elicicoltura - a Cherasco, nella sua terra, dove lui, oltre 40'anni fa, ha forgiato tutto.

 

Tutto ciò, ad ogni modo, abbiamo creduto che non fosse sufficiente a dare quelle informazioni e indicazioni cautelative alle quali tanto teniamo.

 

Ecco perchè qualche settimana fa abbiamo aggiunto questa pagina sul sito www.cocle.it e su www.elicicolturacie.it (che sono i rispettivi portali del Centro di Elicicoltura Coclè e della Confederazione Italiana Elicicoltori).

 

In questa pagina potranno essere lette riflessioni, appunti, scritti dal pugno di Avagnina e Romano.  Ci auguriamo, si potranno meglio comprendere i cardini di questa attività, cosa sarebbe più opportuno evitare e cosa, eventualmente, prendere in maggior considerazione - in valutazione di quella che è un'esperienza pluridecennale creata e vissuta da coloro i quali, ripetiamo, leggerete qui.

 

Il progresso, anche nell'Elicicoltura, è molto importante. Il Centro di Elicicoltura Coclè e la Confederazione Italiana Elicicoltori sanno che le innovazioni e le evoluzioni in questo settore sono il frutto delle tante esperienze (spesso anche negative), che quotidianamente colgono i tanti allevatori. Per questo cerchiamo di mantenere un collegamento snello e facile con gli stessi, in modo che possano contattarci facilmente, spiegarci le loro difficoltà o eventuali anomalie, aspetti che ancora oggi, in un'attività giovane come questa, sono all'ordine del giorno.

 

Vi auguriamo una buona lettura

il Presidente

GIOVANNI ROMANO

 

 

 

La Grande Confusione

Giovanni Avagnina

 

Mai come in questi ultimi mesi si registra sulla rete un gran parlare e dissertare di elicicoltura, di nuovi e sorprendenti metodi di allevamento delle lumache di terra, nuove e sempre più eclatanti pubblicità per un settore di produzione agricola che, se pur interessante e con buone prospettive, rimane e deve rimanere nelle nicchia che compete ad un alimento di qualità, che non può stravolgere la gastronomia e la cucina di un popolo.

Ogni giorno, quasi con stupore, si leggono su numerosissimi siti e sui tanti social in voga, nuove comunicazioni sui facili guadagni che si ottengono dalla produzione di questi molluschi, sulle sorprendenti prospettive che gli operatori possono avere dal prodotto e dai derivati dello stesso. Quasi non se ne può più degli straordinari decantati vantaggi della bava di lumaca e sugli effetti della stessa a dir poco miracolosi nei confronti della cute di donne, uomini e ora perfino dei cavalli e altri animali.

Pare, leggendo tutte queste meraviglie, che questo dell’elicicoltura sia un miracolo italiano, in grado di far crescere il PIL del paese e di risolvere i gravi problemi dell’agricoltura.

Io, che l’elicicoltura a ciclo naturale l’ho iniziata con le prime prove, nel lontano 1973, vivendo le lunghe esperienze dell’allora Centro di Elicicoltura di Cherasco, in questi 45 anni ininterrotti di attività, non sono riuscito a cogliere tanta facilità e tanto stupore di risultati. Non ne sono stato capace certamente, a confronto dei tanti attuali specialisti esperti ed innovatori, che si proclamano in ogni luogo “Fautori della nuova Elicicoltura”.

C’è chi attualmente, con uno o due anni di esperienza nel settore, costituisce consorzi a tutela di produttori inesistenti, chi in pochi mesi parla di rivoluzionarie metodologie di allevamento molto suggestive, senza però mai aver provato, quindi portato a conclusione almeno un ciclo.

A centinaia, con l’allevamento non ancora ultimato nei vari cicli, vendono a pagamento consulenze, corsi teorico-pratici, progettazioni di impianti, giornate informative nell’unico intento di fornire ai troppi sprovveduti e inconsapevoli lettori materiali, attrezzature, macchine per estrarre bava, lumache e mille altre cose.

Tutto ciò come se il mollusco Helix fosse una tecnologia innovativa, digitale, una struttura o macchina industriale in grado di produrre grandi pesi vendibili, poichè si è costruito un allevamento.

Ma la nostra piccola lumaca è un essere vivente, con la propria biologia, non determinata dagli esperti, più o meno moderni, o dagli investimenti economici attuati. Biologia vuol dire anatomia e fisiologia che non si sono modificati nei millenni della storia del mollusco e che, con tutta la buona volontà e anche capacità dei nuovi promotori dell’attività, non possono modificarsi in pochi anni per raggiungere traguardi di produzione e di attività, che fino ad ora nessuno è riuscito invero ad ottenere.

Sono migliaia gli allevatori italiani ed esteri del mollusco che, al tempo in cui non esisteva internet, per decine di anni hanno lavorato sodo e in silenzio, hanno studiato i cicli di vita, hanno trovato le migliori soluzioni alimentari, hanno fatto crescere le possibilità e le modifiche per migliorare il reddito dell’allevamento elicicolo.

In questo istante penso a tutta questa gente che si è adeguata alle regole e ai tempi dell’agricoltura, spesso sacrificando capitali e soprattutto speranze; gente seria che non ha voluto vendere fumo invogliando gli altri a diventare a tutti i costi elicicoltori, ma hanno operato per il proprio impianto.

L’attività è cresciuta lo stesso, pur senza tanto rumore, ha ottenuto i riconoscimenti ufficiali e veridicità dell’argomento, ha quintuplicato i consumi in Italia, ha rafforzato i prezzi, consolidando i vecchi mercati, aprendone di nuovi ogni anno più interessanti.

La cosa che non riesco ad accettare è l’attuale insistenza promozionale per far nascere allevamenti a tutti i costi ovunque; il tutto quasi simile alle deleterie campagne promozionali telefoniche o di call center dei vari prodotti (pentole, materassi, abbonamenti e contratti per gas, luce, energia o altro).

In base alla lunga storia vissuta, il mio pensiero è che sarebbe più giusto frenare e dare un taglio a questa sequenza continua di filmati, annunci di strisciante spinta all’allevamento rivolti a troppe persone senza esperienze, lontane dei tempi, dalle gravi difficoltà e non sicurezze della coltivazione della terra e della produzione degli animali.

Giustamente cinquanta anni fa abbiamo chiamato questa attività “elicicoltura” (coltivazione delle elici) e non allevamento di lumache, per l’assunto collegamento ai problemi e ai tempi della terra.

Questi non sono animali superiori (maiali, bovini, polli...) che siamo riusciti, negli anni, a farli diventare vere macchine di produzione di carne, attraverso sistemi intensivi, alimenti concentrati con tanta chimica e cicli di produzione esasperati in cui il benessere del soggetto zootecnico non è messo certo al primo posto.

Per fortuna nostra e di tutti le lumache sono molluschi di terra, non possiedono la struttura biologica atta a piegarsi a questi metodi intensivi, a scapito della qualità: trovandosi in basso nella scala zoologica, le lumache hanno enormi difficoltà a modificare la propria struttura fisiologica per ritmi veloci imposti dall’uomo.

L’esempio più eclatante è il pessimo risultato della qualità della carne delle lumache che sono state alimentate esclusivamente con mangimi concentrati, metodi indicati in paesi del Nord Europa ad opera dei venditori di alimenti preparati per altri animali. Molluschi che, è vero, crescono in fretta, ma una volta cotti divengono un qualcosa di molliccio, acquoso e sciatto, ben lontano dalle fragranze di una lumaca cresciuta lentamente, con varietà di vegetali, tipica degli allevamenti che ora in tanti definiscono superati, vecchi e da rottamare.

Nessuno vuole fermare il progresso e la crescita, ma è giusto che quanti desiderano entrare in questo settore abbiano appieno la conoscenza delle reali possibilità ottenibili dall’elicicoltura: non sono sufficienti conti economici sulla carta e speranze di guadagno teorici. Queste persone devono mettere nel loro progetto tutte le prospettive possibili, ma devono tener conto anche delle problematiche che solo chi ha un'esperienza reale e lunga, non fittizzia e di pochi mesi di attività, può garantire al neofita, spesso pieno di entusiasmo, ma inconsapevole.

Nell’interesse di tutti, ma soprattutto degli elicicoltori stessi e del prodotto gastronomico di pregio quale è la lumaca Helix, fermiamoci a ragionare insieme e facciamo una scelta non dettata da entusiasmi indotti, ma da una piena consapevolezza del reale quadro produttivo e di investimento.

Ridimensioniamo anche l’attuale chimera dell’estrazione della bava, che potrà essere un reddito complementare all’elicicoltura, ma soltanto ed esclusivamente quando ogni produttore avrà a disposizione in numero adeguato i propri molluschi, non certo acquistandoli per produrre bava.

La lentezza della lumaca non è soltanto una tradizionale dicitura, è il segno forte con il quale l’operatore deve fare i conti ogni giorno per arrivare realmente ad ottenere il recupero degli investimenti finanziari attuati e il giusto, adeguato guadagno.

Esperti di Elicicoltura possono definirsi solo soggetti con anni e anni di studio e applicazione pratica

Centro di Elicicoltura Coclè Confederazione Italiana Elicicoltori Filiera Lumache Italiane

 

IL PRESIDENTE ONORARIO C.I.E.

 

 

 

 

 

 

 

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