Fondato nel 2007 a Piana di Monte Verna - Città delle Lumache

Centro di

ELICICOLTURA


Piana di Monte Verna  (CE)

Fondato nel 2007

FILIERA 

LUMACHE

ITALIANE

MARCHIO DI QUALITÀ 

il Marchio di qualità per la tutela e lo sviluppo di una elicicoltura assolutamente naturale, nel rispetto di chiocciole di alta qualità
Realtà nazionale che associa tutti gli elicicoltori, appassionati della piccola lumaca Helix di allevamento e chiocciole Aspersa

2006/2021 - i primi 15 anni di Coclè

30/01/2021

il nostro 2021 rappresenta, tra tante novità che stiamo preparando, anche un compleanno speciale, ossia il 15’esimo di Coclè. 


Nel 2006 due soci, all’ora 19’enni: Giovanni Romano e Giovanni Friello, iniziano questa singolare avventura. 


Giovanni Romano, sulla scia di un interesse mostrato dalla lettura di un plico informativo, risalente al 2003, sotto il televisore della cucina di casa - scopre il mondo dell’Elicicoltura - affascinante, economicamente interessante e, per due giovanissimi, assolutamente praticabile. 

Ne parla con il suo amico d’infanzia, Giovanni Friello, gli consegna il medesimo plico che lo aveva entusiasmato e gli chiede un parere dal punto di vista agronomico, visto che Friello era ben addentro, facendo parte di una famiglia con competenze in agraria.

Friello ne resta estasiato e la sera stessa chiama l’amico Romano dell’interessante prospettiva che questa elicicoltura poteva offrire ad entrambi. 


i due così si recano in quella che all’epoca era l’unica concreta realtà del settore: l’Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco, in Piemonte (all’epoca diretto dal dott. Avagnina)

A marzo 2006, in un fine inverno particolarmente freddo e aggressivo, i due amici, futuri soci, approdano a Cherasco, 800Km distante dalla piccola Piana di Monte Verna. Seguono la giornata informativa con Avagnina, in quel periodo anche sindaco della cittadina cheraschese.


Al rientro dai due giorni trascorsi a Cherasco ai due amici non resta che prendere una decisione: lo facciamo questo allevamento o desistiamo?


I due entro poche settimane si organizzano e inziano i lavori. Dopo aver verificato che il terreno fosse idoneo, ricevono il progetto completamente elaborato con righe e compasso, a mano su carta A2), comprensivo di un programma dei lavori.

il Parco Coclè con lamiera e pali disposti
il Parco Coclè con lamiera e pali disposti
il Parco Coclè con particolare dell'impianto irriguo a pioggia
delimitazione settori di riproduzione nel Parco Coclè
Recinzione perimetrale in lamiera del Parco Coclè
Giovanni Romano e Giovanni Friello in campo
Disposizione dei pali del perimetro in lamiera del Parco Coclè
Disposizione dei pali del perimetro in lamiera del Parco Coclè
Aratura dell'allevamento elicicolo Parco Coclè
aratura del Parco Coclè
aratura del Parco Coclè
Fossato predisposizione lamiera lungo il perimetro del Parco Coclè
fossato per lamiera del Parco Coclè
Terreno sul quale è nato il Parco Coclè

L’idea, all’inizio, era di essere pronti entro giugno, massimo luglio 2006, così da poter inserire i riproduttori e iniziare il vero e proprio allevamento. Ma i due amici si rendono conto che il loro programma era fin troppo ottimistico e dovevano fare i conti con l’indisponibilità economica. 

Dai pali di legno all’impianto irriguo, alle lamiere e così via, ogni settimana vi erano nuove spese, costi da sostenere. I due Giovanni, che stavano acquistando tutto di tasca propria, dovevano procedere a rilento, incassavano i soldi necessari con le loro attività e procedevano con i lavori aggiuntivi. Così trascorre il 2006. 

Finalmente dopo circa un anno di lavori il Parco Coclè viene finalmente realizzato, almeno nella sua area iniziale, contenente i settori per la riproduzione del primo anno. La zona di ingrasso si sarebbe completata l’anno dopo, quando effettivamente occorreva.


A giugno 2007 arrivano i riproduttori, vengono immessi con grande entusiasmo da parte dei due giovani che, da quel momento, iniziano questo approccio assolutamente singolare con un animaletto che tutto aveva, fuorchè il rispetto delle condizioni che gli si ponevano in un allevamento. 

Scoprono che la lumaca era estremamente incline alle fughe mattutine, preferiva pascolare fuori dai settori (dove spesso trovava erba in passaggi mal gestiti), piuttosto che star dentro e che, malgrado una gestione tutto sommato “accettabile” dell’impianto, non si riuscivano a tenere a bada questi molluschi. In aggiunta capitò un’estate riccamente piovosa, per cui tutte le chiocciole, in uno stato di umidità favorevole e presenza di foraggio, erano agevolate in questa maggior fuga. 

Per i due Giovanni più che prima esperienza sembra l’approccio a un trauma.. L’estate viene trascorsa tra i filari a raccogliere lumache, sulle piante confinanti con il Parco (piante di noci alte 10 metri, che le lumache risalivano a meravoglia, per non scendere più). Insomma, un’esperienza tutt’altro che idilliaca. 

A settembre 2007 il socio Friello si ritira dall’attività, preferendo un lavoro più consono alla sua inclinazione agraria, torna quindi al mondo bovino. 


Giovanni Romano resta solo in questa impresa. Per lui cominciano esperienze ancor più tormentate. Era venuta a mancare la figura che all’interno della società doveva occuparsi dei lavori meccanici, con mezzi, irrigazione con generatore, semina e quant’altro. 


Romano d’un tratto doveva acquisire le competenze che non aveva. A inizio 2008 si rende conto che aveva solo due strade: o completare la costruzione dell’allevamento, aquistando il materiale opportuno, quindi le reti per l’ingrasso, i pali e il completamento dell’impianto irriguo, comprensivo di un nuovo generatore di corrente - o doveva mollare tutto, limitando i danni e tornando a pieno regime alle sue altre attività. 


La scelta alla fine è quella di fermare la propria auto, bloccando costi di assicurazione, spese ecc, vende alcuni prodotti di antiquariato e tecnologia in suo possesso a cui era legato e, con il ricavato, compra il materiale restante per completare l’allevamento, rivolgendosi a contoterzisti della zona per fresare e lavorare con il trattore. 


Ad aprile/maggio 2008 Romano crede, finalmente, di aver superato i momenti bui e che ormai sarà solo questione di pochi mesi, ma il primo raccolto e vendita di molluschi arriverà. Purtroppo si capacita che i contoterzisti ai quali si rivolgeva non rispettavano le tempistiche che invece erano riportate sul programma dei lavori. 

Operazioni di fresatura da fare a marzo/aprile venivano eseguite solo a giugno inoltrato…Questo portava a un grande ritardo su tutta la filiera produttiva in campo. Senza contare che le lumache stesse, non venendo trasferite nella stagione giusta, erano indotte ad entrare in letargo o per il troppo caldo o per il troppo freddo…generando mortalità degli stessi, nonchè produzioni limitatissime in Kg vendibili. 

Ci si rende conto che la natura, da Romano fino a quel momento studiata a conosciuta in corsi universitari, seminari ecc, non aveva nulla a che vedere con la pratica e i tempi reali, scanditi da stagioni, pesanti acquazzoni, settimane torride di caldo, che si era quindi subordinati a queste leggi e che nulla si era in potere di fare, se non rispettare queste condizioni, adattandosi alle stesse.

cassette e gabbie autocostruite per lo spurgo
Lumache helix aspersa raccolte in allevamento e pronto per lo spurgo
particolare della lamiera e del metro perimetrale sempre pulito e disseccato
testa di girasole selvatico, sommerso di lumache nel Parco Coclè
Girasoli nei settori di riproduzione nel Parco Coclè
Particolare dell'irrigazione a pioggia - zona riproduzione Parco Coclè - Giovanni Friello
Particolare dell'irrigazione a pioggia - zona riproduzione Parco Coclè - Giovanni Romano
Settori di riproduzione nel Parco Coclè con vegetazione appena cominciata a spuntare
delimitazione recinti di riproduzione nel Parco Coclè
delimitazione recinti di riproduzione nel Parco Coclè

Dopo un 2008 ancora magro in risultati, Romano è combattuto sul continuare o meno questa attività che sembra non rispondere al tanto impegno fino a quel momento profuso. 

Tuttavia a inizio 2009 fa la conoscenza di un giovane neodiplomato in agraria, amante della terra e finalmente disciplinato nella lista dei lavori da fare, nelle tempistiche giuste e con l’organizzazione adeguata. A fine 2009 il Parco Coclè raggiunge, dal suo inizio avviato 3 anni prima, il primo importante risultato in termini di produzione, con 2,5 Tonnellate di lumache raccolte e vendute. A metà 2010 la produzione raggiunta tocca le 3,8 Tonnellate. 


Il Parco è finalmente rodato e, grazie ad una gestione ottimizzata e ormai collaudata,  possono  svilupparsi le idee commerciali e imprenditoriali dell’azienda. Romano tesse i primi rapporti di vendita con l’italia e l’estero, acquisendo clienti in Francia e Spagna, comincia a farsi conoscere nel territorio Campano e regioni limitrofe come attività di riferimento del settore. 

 

Nel 2010, con il Parco Coclè ormai in produzione, Romano propone ad Avagnina di realizzare un nuovo strumento di divulgazione dell’Elicicoltura che avrebbe permesso di conoscere questo mondo con ulteriore empatia e leggerezza. Nel 2011 viene presentato proprio a Cherasco, Nell’ambito dell’Incontro di Elicicoltura tenuto da Avagnina, la prima edizione del DVD “Elicicoltura in Video”, nel 2012 poi tradotto in Inglese e Spagnolo e nel 2014 nella nuova edizione aggiornata. 


Tuttavia già nel 2011, grazie al grande interesse verso questo DVD nasce una nuova esigenza, quella di creare una sede nel Centro Sud Italia che permettesse alle tante, sempre nuove persone interessate, di approcciarsi a questo mondo evitando le tante centinaia di Km che li separavano della sede in Piemonte. 

Nasce quindi a Piana di Monte Verna (CE) la sede centro sud Italia dell’Istituto di Elicicoltura, fondata a e portata avanti da Romano, che negli che seguiranno ospita e forma migliaia di persone. In questi anni Romano crea L’incontro di Elicicoltura per il Centro sud (dal 2017 prende il nome di Convegno Internazionale di Elicicoltura) che al 2020 conta 7 edizioni, la Kermesse Gastronoma “Piazze della Lumaca” (9 Edizioni), il “Fierafestival della lumaca in Cucina” (4 Edizioni). 

Nel 2015 Romano porta Piana di Monte Verna, culla del Parco Coclè, a divenire una delle 13 città italiane insignite con il titolo “Città della Lumaca” e l’anno successivo Lucio Romano, chef della locanda “Carpe Diem” (nel centro storico della cittadina pianese), riceve il premio “L’umaca D’Oro”, (primo chef del sud Italia a ricevere tale riconoscimento).


Negli stessi anni Coclè cresce come azienda e incrementa rapporti commerciali, sviluppandone di nuovi con la Grecia, Nord Africa ed est Europa. 


Crea inoltre un marchio di qualità che prende il nome di Filiera Lumache Italiane, al fine di tutelare il prodotto di qualità dei propri allevatori, sempre più minato da importazioni di merce scarsa e da nuovi venditori di allevamenti abborracciati e per nulla strutturati.


Da inizio 2017, con il cambio di vertice all’Istituto di Cherasco, molto tormentato perchè trattasi di appropriazioni forzose, non volute dal direttore Avagnina, a seguito di una sua pancreatite di Avagnina, i rapporti con la storica entità Cheraschese e le nuove figure che lo gestiscono vengono a scemare, rendendo non più sensata la collaborazione.


Grazie ad Avagnina, che nel frattempo si era rimesso ed era di nuovo in piena forma e ad una volontà di mantenere il filo conduttore che da sempre Coclè seguiva con la sua originaria direzione, Romano fonda con alcuni storici allevatori di Coclè e Imprenditori del settore elicicolo, la “Confederazione Italiana Elicicoltori” - associazione a pieno supporto di tutti gli allevatori che hanno poi scelto di confederarsi. 


La stessa Confederazione ad oggi è in piena collaborazione con Università e Ministeri, si confronta costantemente con le ASL e i nuclei di controllo. 


Attraverso un lavoro di grande attenzione alla qualità, Coclè e CIE fondano il marchio di qualità “Filiera Lumache Italiane”, oggi garanzia di qualità del prodotto degli allevatori confederati.


In questi ultimi 4 anni Coclè e CIE sono cresciute e ad oggi guidano delegazioni estere, le esportazioni, curano in modo diretto e verticale l’informazione, la nascita e lo sviluppo degli allevamenti.


Dal 2017 Avagnina e Romano presentano il nuovo “Manuale di Elicicoltura”, che nel 2020 verrà aggiornato con la nuova edizione.


Nel 2021/2022, tra le tante novità, nuovi manuali in lingua, video, prototipi per nuove tecnologie nel recupero della bava di Helix e molto altro.






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